DIETRO I PERSONAGGI - EPISODIO 09

DIETRO I PERSONAGGI - EPISODIO 09
Ebenezer Halley: il genio del male che non aveva il senso del ridicolo
Ambizioso, vendicativo, megalomane e convinto di essere sempre la persona più intelligente della stanza. Ebenezer Halley è uno dei personaggi più inquietanti de I Sette Magnifici Nani. Ma possiede anche una caratteristica piuttosto imbarazzante per un aspirante dominatore del mondo: un gusto estetico terrificante. E per raccontare la sua smisurata ambizione ho scelto una canzone che è tutto un programma: We're Gonna Rule This World.
Immaginate di entrare nell'ufficio di un uomo che si considera un genio.
Vi aspettate un ambiente austero, tecnologico, magari una grande scrivania di cristallo, qualche schermo luminoso e un arredamento minimalista. Qualcosa che comunichi potere, intelligenza e controllo.
L'ufficio di Ebenezer Halley, invece, vi accoglie con una moquette rosa a pois viola, poltrone a uovo di plastica gialla, pareti ricoperte di vortici optical verde mela e mobili di bambù che sembrano arrivati direttamente da un pessimo villaggio turistico hawaiano.
Un attentato al buon gusto.
Eppure, in mezzo a questo delirio cromatico, Ebenezer si sente perfettamente a proprio agio.
È il suo regno. Il suo santuario. Il luogo dal quale coltiva ambizioni decisamente sproporzionate rispetto alla capacità di scegliere una carta da parati.
Ho sempre trovato divertente questa contraddizione: un uomo che vorrebbe imporre la propria visione del mondo, ma al quale sarebbe sconsigliabile affidare persino la scelta delle tende del soggiorno.
L'uomo che voleva essere qualcuno
Quando ho costruito Ebenezer Halley, non volevo il solito cattivo da romanzo fantasy. Quello che passa le giornate seduto su un trono oscuro, accarezzando un serpente e aspettando il momento giusto per pronunciare una frase minacciosa.
Volevo qualcosa di più riconoscibile.
Ebenezer appartiene a quella categoria di persone convinte che il mondo abbia commesso un errore imperdonabile: non aver riconosciuto abbastanza presto la loro grandezza.
È intelligente? Certamente possiede una notevole dose di astuzia. È intraprendente, sa cogliere le opportunità e non si lascia paralizzare dagli scrupoli morali. Un insieme di qualità che, opportunamente orientate, avrebbero forse potuto portarlo a diventare un imprenditore di successo.
Peccato per quell'ultimo particolare.
Gli scrupoli morali.
Ebenezer li considera più o meno come un automobilista considera una strada chiusa per lavori: un fastidioso ostacolo da aggirare.
Ma il suo vero problema non è l'ambizione. È il risentimento. Quella convinzione ostinata che il successo degli altri rappresenti un'offesa personale e che ogni ingiustizia, vera o immaginaria, debba essere prima o poi risarcita.
Possibilmente con gli interessi.
Non vi racconterò gli avvenimenti che lo hanno portato a diventare ciò che è. Sarebbe come spiegare il trucco di un prestigiatore prima ancora che abbia estratto il coniglio dal cilindro.
Vi basti sapere che il suo passato ha lasciato parecchie questioni in sospeso.
E che Johnas Blackrain non ricorda Ebenezer con particolare affetto.
Il fascino irresistibile del potere
C'è un altro aspetto di Ebenezer che mi interessava esplorare: la sua necessità di essere ammirato.
Non gli basta comandare. Vuole che gli altri riconoscano quanto sia straordinario il fatto che proprio lui stia comandando.
È una differenza sostanziale.
Il potere, per Ebenezer, non è soltanto uno strumento. È una rivincita, una forma di risarcimento emotivo. Ogni ordine impartito, ogni dimostrazione di superiorità, ogni gesto teatrale contribuisce a rafforzare l'immagine grandiosa che ha costruito di sé.
E come tutti i grandi megalomani, possiede un rapporto piuttosto problematico con la realtà.
Se qualcosa funziona, il merito è suo.
Se qualcosa va storto, evidentemente è circondato da incompetenti.
Nel romanzo ho voluto circondarlo di personaggi grotteschi, situazioni assurde e un'estetica che richiama certa fantascienza degli anni Cinquanta e Sessanta. Un universo nel quale il terribile e il ridicolo finiscono spesso per convivere nella stessa stanza.
Ma attenzione: il fatto che Ebenezer possa far sorridere non significa che sia innocuo.
Al contrario.
Le persone capaci di compiere le peggiori atrocità non sono necessariamente quelle che si presentano con un'espressione minacciosa.
Qualche volta sorridono, raccontano una barzelletta, ascoltano musica a tutto volume e sono sinceramente convinte di avere ragione.
We're Gonna Rule This World: un duetto per due ego smisurati
Per rappresentare musicalmente Ebenezer ho scelto un brano teatrale, energico e arrogante, costruito come un vero manifesto di ambizione.
We're Gonna Rule This World è un duetto con Mala, un altro personaggio che avrete modo di conoscere nel romanzo.
La scelta del duetto non è casuale.
Volevo che la canzone funzionasse come una competizione tra due personalità ingombranti: da una parte la presunzione calcolatrice di Ebenezer, dall'altra un'energia più istintiva, aggressiva e imprevedibile.
Lui dà gli ordini. Lei è pronta a sfondare le porte.
Naturalmente, entrambi sono convinti di essere indispensabili.
La struttura musicale richiama il rock teatrale, con una forte componente ritmica, un ritornello da cantare a squarciagola e quella grandiosità quasi assurda che trasforma ogni dichiarazione in un proclama.
We're gonna rule this world!
Conquisteremo questo mondo!
Non è propriamente una dichiarazione d'amore.
Eppure ho immaginato Ebenezer e Mala interpretarla con l'entusiasmo di una coppia che sta annunciando agli amici di aver finalmente comprato la casa dei propri sogni.
Soltanto che il loro progetto immobiliare presenta qualche problema di dimensioni.
La parte più interessante, per me, è il contrasto tra la sicurezza delle loro voci e l'impressione che sotto tanta arroganza si nasconda qualcosa di profondamente fragile.
È questo che rende Ebenezer un personaggio più complesso della semplice caricatura di un cattivo.
Un uomo che vuole tutto, forse perché non ha mai imparato ad accontentarsi di niente.
Un uomo che sogna di essere ammirato, senza chiedersi se abbia mai fatto qualcosa per meritare l'ammirazione degli altri.
E che, nel frattempo, continua a considerare assolutamente magnifico il proprio arredamento.
Se leggerete I Sette Magnifici Nani, scoprirete quanto possa essere pericoloso sottovalutare Ebenezer Halley.
Ma vi consiglio una precauzione.
Se dovesse invitarvi nel suo ufficio, portatevi un paio di occhiali da sole.
Ascolta Ebenezer Halley & Mala — We're Gonna Rule This World
Un duetto rock teatrale, arrogante e sopra le righe, dedicato alle smisurate ambizioni di Ebenezer Halley e Mala, dalla raccolta The Blackrain Session di GNOME RECORDS.
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Dietro i personaggi — Un viaggio tra le storie, le personalità e la musica dei protagonisti de I Sette Magnifici Nani.
Andrea Bigiarini