Finalmente, hanno un volto.

Finalmente hanno un volto
Ci sono voluti più di dieci anni.
Più di dieci anni da quando ho cominciato a immaginare i personaggi de I Sette Magnifici Nani, a descriverli, a farli muovere, parlare, combattere, litigare, innamorarsi, sbagliare. Per tutto questo tempo sono esistiti soprattutto nella mia testa e nelle pagine del romanzo.
Adesso, finalmente, hanno un volto.
Dopo un lavoro molto lungo sono riuscito a definire lo stile visivo con cui voglio rappresentare i personaggi de I Sette Magnifici Nani: non illustrazioni, non caricature, ma immagini fotografiche credibili, come se quei personaggi fossero realmente esistiti e qualcuno li avesse fotografati.
Devo ammettere che vederli così mi fa uno strano effetto. Quasi mi commuove.
Perché non si è trattato semplicemente di chiedere a un’intelligenza artificiale di “creare un nano” o “creare un personaggio”. Il lavoro è stato molto più complesso.
L’intelligenza artificiale ha dovuto prima conoscere il romanzo, leggere e raccogliere tutti i riferimenti relativi a ciascun personaggio, ricostruirne aspetto, età, abbigliamento, carattere, ruolo, ambienti e dettagli ricorrenti. Da tutto questo sono stati ricavati, poco alla volta, i parametri necessari per costruire una rappresentazione coerente con ciò che avevo scritto tanti anni fa.
E non è stata una cosa semplice.
Ogni immagine ha richiesto correzioni, confronti, tentativi, errori, aggiustamenti. Un volto troppo giovane, un abito sbagliato, un’espressione che non apparteneva al personaggio, un’atmosfera troppo fantasy, troppo artificiale o semplicemente lontana da quella che avevo sempre immaginato.
Fino a quando qualcosa ha cominciato a funzionare.
Ed è probabilmente questa la parte che mi colpisce di più: riconoscerli.
Guardare Zeeno, Henrietta, Alita, Yul, Teo-Bomb, Ebenezer, Mala e gli altri e avere, per la prima volta, la sensazione che siano davvero loro.
Dopo più di dieci anni passati a vederli soltanto nella mia immaginazione, oggi posso finalmente guardarli negli occhi.