DIETRO I PERSONAGGI - EPISODIO 05

DIETRO I PERSONAGGI - EPISODIO 05

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Dimitri “Yul” Bullonov: troppi umani per un solo cyborg

Un colonnello pluridecorato, un cervello parzialmente artificiale e una pazienza praticamente inesistente. Dietro Dimitri “Yul” Bullonov si nasconde uno dei personaggi più irascibili de I Sette Magnifici Nani. Ecco da dove nasce, perché detesta l'imprevedibilità degli esseri umani e come questa insofferenza è diventata una canzone: Too Many Humans.

Immaginate un nano da giardino alto novanta centimetri, con un cannone a ioni-phaser grande quasi quanto lui, che salva quattro ragazzi dall'assalto di una creatura mostruosa. Finita la battaglia, invece di ricevere ringraziamenti, si mette sull'attenti, snocciola gradi e onorificenze e ordina ai presenti di non abbandonare la zona. I ragazzi, terrorizzati, se la danno a gambe.

Per il colonnello Dimitri Bullonov è un affronto intollerabile. Ha appena salvato quattro vite umane e quei quattro imbecilli non hanno nemmeno rispettato la catena di comando.

È così che ho voluto presentare Yul ai lettori: un soldato straordinariamente efficiente che, nonostante la propria preparazione militare, possiede una capacità quasi soprannaturale di irritarsi per il comportamento degli altri.

Un po' Yul Brynner, un po' macchina da guerra

Nella costruzione del personaggio c'è innanzitutto un omaggio cinematografico. Yul Brynner, il celebre attore dalla testa rasata protagonista de I magnifici sette, è un riferimento che attraversa il romanzo fin dal titolo. Mi piaceva immaginare un comandante con la stessa autorevolezza del pistolero interpretato da Brynner, ma intrappolato nell'aspetto di un innocuo nano da giardino. Un contrasto che poteva diventare comico senza togliere nulla alla sua pericolosità.

Poi ho aggiunto una complicazione: Yul è un cyborg.

Durante la battaglia di Casmeel, combattuta nelle Guerre della Riunificazione dei Tre Regni, Dimitri Bullonov fu ferito mortalmente. Il professor Weynold Sthumberger riuscì a salvarlo impiantandogli nel cervello un Sistema di Coscienza Bionico. Da allora Yul è composto per il settanta per cento da materia biologica e per il trenta per cento da sofisticate tecnologie biomeccaniche.

L'intervento gli ha salvato la vita, ma ha accentuato alcune caratteristiche del suo temperamento: la rigidità, l'ossessione per l'ordine e l'incapacità di tollerare qualsiasi cosa non rientri nei suoi schemi. Yul ragiona attraverso procedure, statistiche e valutazioni operative. Il problema è che la vita, soprattutto quando coinvolge altri esseri viventi, non segue quasi mai un piano prestabilito.

E questa è la sua condanna.

Il comandante e il problema degli altri

A complicare ulteriormente l'esistenza di Yul c'è la squadra che dovrebbe comandare. Henrietta segue l'istinto, Zeeno è imprevedibile, Alita pensa alla moda anche nelle situazioni più disperate e Johnas Blackrain considera l'obbedienza un'abitudine riservata ai propri dipendenti.

Soprattutto Johnas rappresenta per Yul un problema difficilmente risolvibile. Sono entrambi autoritari, ostinati e convinti di possedere la soluzione migliore. Il colonnello si appella ai regolamenti militari, mentre il miliardario settantenne ritiene che nessun nano extraterrestre abbia il diritto di impartirgli ordini. La loro convivenza è una continua battaglia per il comando, combattuta a colpi di sarcasmo, minacce e reciproca insofferenza.

Ma dietro il lato comico c'è una contraddizione più profonda. Yul è coraggioso, leale e disposto a rischiare la vita per la propria missione. Eppure la sua fiducia nella disciplina può renderlo insensibile ai problemi degli altri. Quando le priorità militari entrano in conflitto con la compassione, il colonnello tende a scegliere il regolamento.

È proprio questo che lo rende interessante: la macchina gli permette di calcolare quasi tutto, ma non gli insegna necessariamente a comprendere le persone.

Too Many Humans: quando la pazienza finisce

Per The Blackrain Session non volevo assegnare a Yul una prevedibile marcia militare. Avevo in mente qualcosa di più aggressivo: un rock duro, sporco, con influenze blues e industriali, capace di evocare metallo, motori, armi e una rabbia trattenuta troppo a lungo.

Il risultato è Too Many Humans, uno sfogo musicale costruito attorno a un'idea semplicissima: Yul ne ha abbastanza dell'umanità.

Too many rules. Too many mistakes. Too many humans.

Troppe regole, troppi errori, troppi esseri umani. Il paradosso, naturalmente, è che Yul rimane umano per il settanta per cento. Detesta l'irrazionalità degli altri senza accorgersi che il proprio orgoglio, la propria testardaggine e la propria insofferenza sono difetti squisitamente umani.

La musica accompagna questa contraddizione con un'energia volutamente eccessiva. Non è l'inno di un soldato invincibile, ma lo sfogo sarcastico di un veterano capace di affrontare mostri terrificanti e incapace di sopportare una conversazione con Alita Sanlorant.

C'è una frase che riassume perfettamente il personaggio:

Built for war. Forced to socialize.

Costruito per la guerra. Costretto a socializzare.

Forse Yul sarebbe molto più felice se il mondo fosse popolato esclusivamente da macchine obbedienti. Ma senza quel fastidiosissimo settanta per cento umano non avrebbe ricordi, orgoglio, lealtà e nemmeno una ragione per combattere.

Dubito, comunque, che accetterebbe questa spiegazione.

Probabilmente la considererebbe un'altra perdita di tempo.

E chiederebbe di passargli il cannone.

Ascolta Yul — Too Many Humans

Un rock aggressivo e ironico per il colonnello Dimitri “Yul” Bullonov, dalla raccolta musicale The Blackrain Session di GNOME RECORDS.

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Dietro i personaggi — Un viaggio tra le storie, le personalità e la musica dei protagonisti de I Sette Magnifici Nani.

Andrea Bigiarini