G-71 “Albatros” — Il velivolo postale dei Tre Regni

Uno dei mezzi più affidabili utilizzati per collegare rapidamente Gnomopolis alle principali città di Varda.
Nei Tre Regni persino una lettera può avere fretta.
Un documento del Gran Consiglio, una confezione di medicinali, un ricambio urgente, un giornale oppure una dichiarazione d’amore spedita troppo tardi devono comunque riuscire ad attraversare Varda e arrivare a destinazione. È per questo che, nonostante a Gnomopolis esistano sistemi capaci di trasferire istantaneamente la materia e perfino tecnologie per attraversare i Multiversi, nei cieli dei Tre Regni continua a volare il G-71 “Albatros”.
Il G-71 è un velivolo postale transcontinentale progettato soprattutto per una cosa: coprire enormi distanze rapidamente e farlo con la massima affidabilità possibile. Il suo grande vano centrale può ospitare moduli di posta, documenti governativi, piccoli carichi commerciali e materiali prioritari, mentre la particolare configurazione dei propulsori gli permette di raggiungere rapidamente quote molto elevate e mantenere velocità di crociera considerevoli.
La domanda sorge spontanea: perché utilizzare ancora un aereo quando nei Tre Regni esistono sistemi come il Transport-A-Thing? La risposta è molto meno fantascientifica di quanto si potrebbe immaginare. Trasferire istantaneamente un singolo oggetto fra due punti perfettamente conosciuti è una cosa; movimentare ogni giorno migliaia di lettere e pacchi verso centinaia di destinazioni differenti è tutta un’altra faccenda. Servono infrastrutture, ricevitori compatibili, coordinate precise e una quantità di controlli che renderebbero il sistema inutilmente complesso. A volte il metodo più semplice rimane ancora quello di mettere tutto su un aereo e farlo partire.
Una tecnologia tipicamente gnomopolitana
A un osservatore terrestre il G-71 potrebbe apparire stranamente rétro. Metallo a vista, rivetti, parti meccaniche, grandi gruppi propulsivi e un numero sorprendente di controlli fisici. Ma a Gnomopolis l’aspetto di una macchina non dice quasi nulla sul suo livello tecnologico. I progettisti dei Tre Regni hanno sempre avuto una predilezione per sistemi robusti, riparabili e capaci di continuare a funzionare anche quando l’elettronica decide di prendersi una giornata libera.
Per questa ragione molte funzioni essenziali dell’Albatros possiedono ancora controlli meccanici e sistemi indipendenti di emergenza. Il risultato è un velivolo tutt’altro che elegante, ma talmente affidabile da aver generato tra i piloti un vecchio modo di dire: «Se un Albatros non parte, probabilmente è l’aeroporto ad avere un problema.»
Il nome deriva naturalmente dall’uccello capace di percorrere enormi distanze senza fermarsi. Il paragone finisce però qui, perché un G-71 in fase di decollo possiede ben poco dell’eleganza silenziosa di un uccello marino. I suoi propulsori sviluppano una spinta tale che nelle zone vicine agli aeroporti gli abitanti sostengono di riconoscerne la partenza dal modo in cui iniziano a vibrare contemporaneamente finestre, bicchieri e otturazioni dentali.
Una volta raggiunta l’alta quota, però, l’Albatros cambia carattere. Diventa stabile, relativamente silenzioso e può attraversare lunghe porzioni di Varda senza scali intermedi. All’arrivo i moduli vengono scaricati e sostituiti rapidamente con quelli destinati al viaggio successivo. Il Servizio Imperiale delle Comunicazioni ha una filosofia molto semplice in proposito: un Albatros fermo a terra è soltanto un costosissimo pezzo di metallo che non sta consegnando niente.
G-71 “ALBATROS” — DATI ESSENZIALI
Categoria: Velivolo postale transcontinentale
Impiego: Posta, documenti e piccoli carichi prioritari
Area operativa: Continente di Varda
Utilizzatore principale: Servizio Imperiale delle Comunicazioni
Caratteristica principale: Grande autonomia e affidabilità
Stato: In servizio
Archivio Tecnologico di Gnomopolis — 7MN