Blusko Arkuum recita "I Sette Magnifici Nani"

Blusko Arkuum recita "I Sette Magnifici Nani"

A Gnomopolis esistono attori bravi, attori molto bravi, attori convinti di essere molto bravi e poi esiste Blusko Arkuum, che appartiene a quella rarissima categoria di interpreti capaci di recitare l’elenco telefonico del Distretto Settentrionale facendo piangere anche chi non conosce nessuno dei numeri citati.

Blusko Arkuum

Sessantadue anni, almeno secondo la biografia ufficiale — cinquantatré secondo il suo agente e «un’età assolutamente irrilevante per l’Arte» secondo lui — Arkuum è considerato uno dei più grandi attori drammatici di Gnomopolis. Ha interpretato re morenti, assassini pentiti, sedie senzienti, tre versioni differenti dello stesso fantasma e perfino un albero di Kafart che per quattro ore di spettacolo non pronunciava una sola parola. Per quest’ultima interpretazione vinse il prestigioso Gnomo d’Oro alla Presenza Scenica Immobile, premio che da allora tiene sul comodino perché, sostiene, «gli ricorda quanto sia difficile stare zitti quando si ha qualcosa di importante da dire».

Qui lo vediamo durante una registrazione negli studi della Radio Imperiale dei Tre Regni, ritto sopra una sedia perché il microfono del Record-O-Rama era stato installato da un tecnico alto un metro e quarantacinque e nessuno, per una questione sindacale che richiederebbe almeno altri tre paragrafi, aveva il permesso di abbassarlo.

Davanti a lui c’è un Record-O-Rama Serie IV, apparecchio elettroacustico prodotto a Gnomopolis per registrare voce, musica e, secondo il manuale d’istruzioni, «qualsiasi altra vibrazione dotata di ragionevole intenzione artistica». Un groviglio di ottone, valvole, membrane, legno, quadranti e parti la cui funzione non era perfettamente chiara neppure a chi lo aveva costruito.

Quel giorno Blusko Arkuum non stava registrando Shakespeare, una tragedia gnomica o il discorso funebre di qualche Contestabile.

Stava registrando l’inizio di una storia.

Si sistemò il papillon, pretese che nello studio venissero spente due lampade perché «la luce altera la temperatura emotiva delle consonanti», fece ripetere la prova del livello sonoro undici volte e infine, davanti al grande imbuto di ottone del Record-O-Rama, abbassò la voce.

«Carboidrati. La composizione chimica preferita dai perdenti, dagli illusi e dai bugiardi.»

Silenzio.

Il tecnico smise di respirare. L’assistente dimenticò di girare una manopola. Perfino una valvola termoionica, forse per rispetto o forse perché stava per fulminarsi, smise per qualche secondo di vibrare.

Blusko continuò.

Davanti a quel bizzarro apparecchio di Gnomopolis stava prendendo voce il Prologo de I Sette Magnifici Nani, il racconto affidato a un pupazzo di zucchero che, in piedi sopra una torta e con un destino decisamente peggiore di quello della maggior parte dei narratori, decide di raccontare tutto prima di essere tagliato a fette insieme alla meringa sotto i suoi piedi.

Arkuum terminò la prima pagina, rimase immobile per qualche secondo e guardò il tecnico.

«Com’era?»

Il tecnico deglutì.

«Perfetta, maestro.»

Blusko scosse lentamente la testa.

«No. Alla parola “Castello” mi sono confuso.»

E la registrazione ricominciò da capo.

Qui sotto è possibile ascoltare la voce di Blusko Arkuum mentre recita l’inizio de I Sette Magnifici Nani, registrato naturalmente attraverso un autentico Record-O-Rama di Gnomopolis.

Carboidrati
Blusko Arkuum, celebre attore di Gnomopolis, recita l'inizio del romanzo

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