DIETRO I PERSONAGGI — EPISODIO 03

DIETRO I PERSONAGGI - EPISODIO 03
Teophrastus “Teo-Bomb” Bombastus. La saggezza, l'alchimia e il piacere di far saltare tutto
Il suo nome rende omaggio a uno dei più celebri alchimisti della storia. Il soprannome ricorda un disastro di gioventù. Ma dietro Teo-Bomb si nasconde qualcosa di più complesso: un personaggio per il quale la conoscenza rappresenta la forma più pericolosa del potere. E che, in “A Little Bit of BOOM”, scopre il piacere di trasformare persino le esplosioni in musica.
Si può trascorrere un'intera esistenza studiando i misteri dell'universo, diventare uno dei più autorevoli maestri di alchimia, conquistare il rispetto di tre regni e continuare a essere ricordati per aver fatto saltare in aria la casa dei propri genitori.
A Teophrastus Bombastus è successo esattamente questo.
Nel mondo de I Sette Magnifici Nani, Teo-Bomb occupa una posizione particolare. È il più anziano dei membri della missione, il più autorevole e, probabilmente, quello le cui capacità sono meno comprensibili agli altri. Grande Maestro dell'Accademia di Varda, conosce discipline che attraversano il confine tra scienza, magia e filosofia naturale.
Eppure, prima di diventare una leggenda vivente, è stato un bambino curioso che ha commesso un errore di laboratorio di proporzioni catastrofiche.
Questo contrasto è il punto di partenza migliore per comprenderlo. Perché Teo-Bomb non rappresenta semplicemente il vecchio saggio chiamato a guidare un gruppo di avventurieri. In lui convivono due impulsi apparentemente inconciliabili: il desiderio di comprendere l'ordine dell'universo e la tentazione di sperimentare che cosa accada quando quell'ordine viene sconvolto.
Un nome che attraversa i secoli
Il nome completo del personaggio è Teophrastus Bombastus, e non è stato scelto casualmente.
Suo padre, Astimius Farroldus, era un maestro alchimista, appartenente a una famiglia che da generazioni coltivava l'alchimia, l'astrologia e le scienze esoteriche. Quando nacque il figlio, decise di chiamarlo in onore di Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, meglio conosciuto come Paracelso, medico, filosofo naturale e alchimista del Cinquecento.
La scelta introduce uno dei collegamenti più interessanti tra il nostro mondo e l'universo fantastico del romanzo.
Paracelso fu una figura singolare nella storia del pensiero occidentale. Operò in un'epoca nella quale medicina, osservazione della natura, religione, astrologia e pratiche alchemiche non erano ancora separate da confini disciplinari rigidi. Contestò molte delle autorità del proprio tempo e sostenne l'importanza dell'esperienza diretta nello studio dei fenomeni naturali.
Ma Paracelso si interessò anche a ciò che oggi collocheremmo nel territorio del soprannaturale.
Nei suoi scritti sulle creature elementali compaiono gli gnomi, esseri legati al mondo sotterraneo e alla terra. È da questo particolare della sua opera che ho costruito una parte della mitologia de I Sette Magnifici Nani.
Nel romanzo immagino infatti che il rapporto tra Paracelso e il Piccolo Popolo non fosse soltanto una speculazione filosofica. L'alchimista avrebbe realmente scoperto l'esistenza di quelle creature e collaborato con alcune di esse, contribuendo allo sviluppo di conoscenze capaci di attraversare le dimensioni.
Tra i suoi collaboratori figura persino un antenato di Teo-Bomb.
Naturalmente siamo nel territorio della finzione. Ma è proprio il contatto tra un personaggio storico e un universo fantastico a rendere interessante l'origine di questo nome.
Teo non eredita semplicemente una tradizione familiare. Eredita una concezione del sapere nella quale l'universo non è necessariamente limitato a ciò che gli strumenti ordinari riescono a misurare.
Per lui, il confine tra possibile e impossibile è soprattutto il confine provvisorio della conoscenza.
E poi arrivò il BOOM
La parte più divertente del suo nome nasce invece da un episodio assai meno nobile.
Ancora bambino, Teo decise di mescolare alcune sostanze chimiche. L'esperimento ebbe un risultato piuttosto convincente, anche se probabilmente diverso da quello previsto: la casa dei genitori venne completamente distrutta.
Fortunatamente nessuno rimase ferito.
Da allora Teophrastus Bombastus diventò Teo-Bomb.
Mi piace questo episodio perché introduce una crepa nell'immagine convenzionale del sapiente infallibile. Prima del Grande Maestro c'è stato un ragazzo che non conosceva ancora le conseguenze delle proprie azioni. Prima della disciplina, l'imprudenza. Prima della conoscenza, l'errore.
Del resto, la storia della scienza è piena di esperimenti falliti, intuizioni sbagliate e incidenti che hanno costretto gli studiosi a rivedere ciò che credevano di sapere.
La differenza è che non tutti hanno distrutto la casa di famiglia.
Ma nel nome di Teo-Bomb c'è anche una piccola ironia linguistica. Bombastus appartiene già al nome storico da cui deriva quello del personaggio, mentre Bomb diventa il ricordo quasi letterale della sua esplosione infantile.
Come se il destino avesse deciso di prendere alla lettera una parte del nome ricevuto alla nascita.
È una coincidenza narrativa che trovo particolarmente adatta a un alchimista: qualcuno che passa la vita a interrogarsi sulle trasformazioni della materia dovrebbe almeno una volta sperimentare quanto rapidamente la materia possa trasformarsi in macerie.
Il Grande Maestro e il peso dell'autorità
Quando Teo-Bomb entra in scena nel romanzo, non ha più nulla dell'apprendista imprudente.
Indossa un saio di velluto verde, porta una lunga barba bianca e una benda nera sull'occhio con lo stemma dell'Accademia. La sua età è difficile da determinare. È una figura austera, dotata di un'autorità che non ha bisogno di essere continuamente ribadita.
È il Grande Maestro dell'Accademia di Varda, istituzione che ha attraversato guerre, crisi politiche e il pericolo di essere trasformata in uno strumento delle arti maligne. Sotto la sua guida, l'Accademia torna alla propria vocazione formativa.
Teo non è quindi soltanto uno studioso. È anche il custode di una tradizione e il responsabile di ciò che quella tradizione può diventare.
Una distinzione importante.
Perché la conoscenza non è necessariamente innocente. Le stesse discipline che permettono di proteggere una comunità possono diventare strumenti di dominio nelle mani sbagliate.
Un incantesimo può salvare una vita oppure privare qualcuno della propria libertà. Una scoperta può aprire una nuova possibilità oppure produrre una catastrofe.
Chi possiede certe conoscenze deve decidere non soltanto come utilizzarle, ma soprattutto quando non utilizzarle.
Teo conosce bene questa differenza.
Possiede capacità straordinarie, tra cui il controllo dell'energia, la magia protettiva e il potere di impedire temporaneamente ad altri incantatori di utilizzare le proprie facoltà. Eppure non ama esibire ciò che sa fare.
Questo atteggiamento lo distingue da diversi membri del gruppo, spesso più impulsivi e desiderosi di dimostrare la propria forza.
Il potere, per Teo, non consiste nel mostrare continuamente ciò che è possibile fare. Consiste anche nel sapere quando fermarsi.
Ma sarebbe sbagliato immaginarlo come un anziano contemplativo, estraneo alle contraddizioni del mondo.
Teo sa essere severo, impaziente e autoritario. Sa impartire ordini che non ammettono repliche. E quando ritiene che qualcuno abbia oltrepassato un limite, non è disposto a chiudere un occhio.
Anche perché, di occhi, gliene rimane uno solo.
Il suo ruolo nei Sette Magnifici Nani
In una squadra popolata da individui dotati di capacità straordinarie, il problema non è soltanto disporre di abbastanza potenza per affrontare un nemico.
Il problema è impedire che quella potenza si trasformi in un disastro.
Yul possiede una straordinaria capacità operativa, una disciplina militare e un temperamento che non sempre favorisce il dialogo. Zeeno ha poteri enormi e un carattere difficile da contenere. Vik “21” Chong è capace di alterare la percezione della realtà. Henrietta porta nel gruppo competenze completamente differenti. Gli altri componenti aggiungono ulteriori contraddizioni a un insieme che difficilmente potrebbe definirsi armonioso.
Teo conosce questi individui. Li ha selezionati per le loro capacità e sa che ciascuno possiede qualcosa che agli altri manca.
Ma mettere insieme persone eccezionali non significa creare automaticamente una squadra eccezionale.
È uno dei problemi più antichi di qualsiasi organizzazione: il talento individuale può diventare un ostacolo quando non riesce a riconoscere il valore degli altri.
Teo rappresenta l'autorità chiamata a governare questa contraddizione.
Nel romanzo, quando raggiunge finalmente gli altri sulla Terra, scopre che la missione ha già preso una piega disastrosa. I suoi uomini si sono accaniti contro Johnas Blackrain, distruggendo una parte dei suoi beni e perdendo di vista l'obiettivo principale.
Teo li rimprovera duramente.
E soprattutto corregge il loro giudizio: Blackrain non è il responsabile che stanno cercando.
Questa scena rivela qualcosa di importante sulla sua funzione narrativa.
Teo non interviene semplicemente per ristabilire la disciplina. Interviene perché il gruppo ha confuso un sospetto con una certezza e ha permesso che la propria forza operativa prendesse il posto dell'intelligenza.
È una differenza sostanziale.
La sua esperienza gli consente di riconoscere relazioni e pericoli che gli altri non riescono ancora a vedere. Le sue conoscenze attraversano epoche e dimensioni, e alcuni dei misteri che la squadra incontra sulla Terra appartengono anche al suo passato.
Ma Teo non è onnisciente. La sua autorevolezza non lo rende immune dagli errori, dai dubbi o dalle difficoltà di conciliare personalità tanto diverse.
È proprio questo a renderlo credibile come figura di comando.
Perché guidare individui straordinari non significa possedere sempre la risposta giusta.
Significa assumersi la responsabilità delle conseguenze, anche quando gli altri preferirebbero attribuirle a qualcun altro.
Dall'alchimia al cabaret: A Little Bit of BOOM
Quando ho iniziato a costruire The Blackrain Session, mi sono trovato davanti a un problema musicale piuttosto interessante.
Quale genere avrebbe potuto rappresentare un alchimista antichissimo, un monaco guerriero, un maestro di discipline esoteriche e, nello stesso tempo, un uomo soprannominato Bomb per aver fatto esplodere la casa dei genitori?
Una composizione sinfonica solenne sarebbe stata forse prevedibile. Un brano mistico, altrettanto. Una musica epica avrebbe sottolineato il suo prestigio, ma avrebbe cancellato proprio quella componente di ironia che trovo essenziale nella sua personalità.
Ho preferito prendere una strada completamente diversa.
Un blues sporco, teatrale, contaminato dal jazz e dall'atmosfera di un cabaret popolato da personaggi poco raccomandabili.
Un mondo musicale che richiama la teatralità sghemba e la voce vissuta di Tom Waits, dove l'eleganza convive con la ruggine e il grottesco può diventare improvvisamente poetico.
Il risultato è A Little Bit of BOOM.
La canzone compie un'operazione che mi diverte particolarmente: trasforma l'alchimista in un improbabile sarto di esplosioni.
Nel testo, Teo invita il pubblico a entrare nella propria bottega e propone abiti che nessuna persona ragionevole dovrebbe mai indossare. Completi confezionati con dinamite, giacche incendiarie e creazioni su misura destinate a produrre conseguenze alquanto rumorose.
È un'immagine volutamente assurda, e proprio per questo funziona.
La sartoria del brano non è una nuova professione attribuita al personaggio nel romanzo. È una metafora musicale. Teo non si limita a provocare un'esplosione: la progetta, la misura, la confeziona, la presenta come un prodotto artigianale di altissima qualità.
Come se persino la distruzione richiedesse gusto, precisione e un certo senso dello spettacolo.
Trovo irresistibile anche l'incontro tra il linguaggio della moda e quello degli esplosivi, soprattutto in un universo narrativo nel quale esiste un personaggio come Alita Sanlourant, capace di considerare l'eleganza una questione di importanza cosmica.
Teo-Bomb, almeno musicalmente, le risponde con una propria interpretazione dell'alta sartoria.
La differenza è che le sue creazioni potrebbero non sopravvivere alla prima sfilata.
Il piacere del grande BANG
Il ritornello di A Little Bit of BOOM è costruito attorno a un'idea elementare: un po' di boom, un po' di bang, e soprattutto il piacere di trasformare la musica in qualcosa di clamoroso.
Il brano non cerca di spiegare le conoscenze esoteriche di Teo, né di raccontarne l'intera biografia.
Ne libera un'altra faccia.
Quella del bambino che, molti anni prima, mescolava sostanze chimiche senza sapere esattamente che cosa sarebbe accaduto.
In fondo, la distanza tra quell'esperimento e la costruzione di una canzone non è così grande come potrebbe sembrare. In entrambi i casi si combinano elementi differenti, si osservano le reazioni e si spera di ottenere qualcosa di interessante.
Naturalmente, nel secondo caso è preferibile che la casa rimanga in piedi.
Mi piace pensare che il Grande Maestro, ascoltando il proprio brano, potrebbe reagire con una certa disapprovazione. Forse giudicherebbe sconveniente la rappresentazione di sé come un eccentrico commerciante di abiti esplosivi.
Poi, probabilmente, finirebbe per apprezzare il risultato.
Perché anche dietro la sua disciplina sopravvive il piacere della scoperta, quella curiosità infantile che nessuna età e nessuna posizione accademica sono riuscite a cancellare del tutto.
E forse è proprio questo il legame più profondo tra Teophrastus Bombastus e la sua musica.
L'alchimia nasce dal desiderio di trasformare la materia. La musica nasce dal desiderio di trasformare il suono. Entrambe richiedono conoscenza, immaginazione e la disponibilità ad accettare risultati imprevisti.
Teo-Bomb ha trascorso un'intera esistenza imparando a governare forze che altri non comprendono.
Con A Little Bit of BOOM può finalmente concedersi il lusso di scherzarci sopra.
La saggezza non esclude il rumore
C'è un equivoco abbastanza diffuso nella rappresentazione dei personaggi anziani e sapienti: si presume che la saggezza debba manifestarsi necessariamente attraverso la calma, la solennità e una certa distanza dalle passioni.
Teo-Bomb non è fatto soltanto di questo.
È un uomo di conoscenza, ma anche di esperienza. Ha conosciuto errori, conflitti e trasformazioni. Sa che perfino le istituzioni più rispettate possono tradire la propria missione e che la forza, quando non è accompagnata dal giudizio, può diventare pericolosa.
Il suo compito all'interno dei Sette Magnifici Nani è impedire che un gruppo di individui eccezionali dimentichi perché è stato riunito.
Eppure porta ancora addosso un soprannome che ricorda il momento in cui lui stesso non seppe prevedere le conseguenze delle proprie azioni.
Mi sembra una forma di saggezza particolarmente convincente.
Non quella di chi sostiene di non aver mai sbagliato, ma quella di chi ha avuto abbastanza tempo per comprendere la portata dei propri errori.
Nell'universo de I Sette Magnifici Nani, Teo è forse il personaggio che più di ogni altro conosce il prezzo della conoscenza.
E quello che dovrebbe sapere meglio di tutti quanto possa essere pericoloso il desiderio di sperimentare.
Ma quando parte la musica, anche il Grande Maestro può dimenticare per qualche minuto il peso della propria autorità.
Perché c'è sempre spazio per un po' di blues.
Un po' di jazz.
E, naturalmente, a little bit of BOOM.
Ascolta Teo-Bomb — A Little Bit of BOOM
Un nuovo brano di The Blackrain Session, il progetto musicale che porta i personaggi de I Sette Magnifici Nani fuori dalle pagine del romanzo.
TEO-BOMB — A LITTLE BIT OF BOOM
GNOME RECORDS · THE BLACKRAIN SESSION
Ascolta A Little Bit of BOOM su HearThis
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Dietro i personaggi è una serie di articoli dedicata alle identità, alle contraddizioni e alle interpretazioni musicali dei protagonisti de I Sette Magnifici Nani. The Blackrain Session è un progetto creativo ideato e diretto da Andrea Bigiarini, realizzato con strumenti di intelligenza artificiale generativa.
Andrea Bigiarini