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Il Romanzo

 

I Sette Magnifici Nani

Johnas Blackrain ha settant’anni, una fortuna immensa, una villa nei pressi di Chapel Hill - North Carolina - e un carattere che fa schifo.

Poi arrivano i nani.

Vengono dai Tre Regni, un mondo appartenente a un’altra dimensione, e sono sulla Terra per portare a termine una missione. Nella Tenuta Blackrain alcune statue ornamentali stanno inspiegabilmente prendendo vita, trasformandosi in creature reali e pericolose. Nello stesso momento, nel loro mondo, esseri viventi scompaiono o vengono misteriosamente trasformati in oggetti. Qualcosa collega i due fenomeni, e tutto sembra condurre proprio a Johnas Blackrain.

Quella che comincia come una missione apparentemente circoscritta diventa presto un’avventura molto più grande: due mondi minacciati, creature mutate, tecnologie impossibili, poteri, intrighi politici, propaganda, battaglie e personaggi che sembrano provenire da universi narrativi completamente diversi — e che invece appartengono tutti alla stessa storia.

Ma al centro di tutto non c’è soltanto una battaglia.

C’è anche una storia d’amore sospesa da cinquant’anni. Alma è la donna che Johnas non ha mai veramente dimenticato e la ferita attorno alla quale ha costruito buona parte della propria esistenza. Il loro rapporto attraversa perdita, rancore, memoria e desiderio di ricominciare, fino a diventare uno dei veri motori emotivi dell’intera vicenda.

I Sette Magnifici Nani è un romanzo per tutti, non soltanto per chi legge fantasy. Avventura, fantascienza, commedia surreale, sentimento, satira e grottesco convivono liberamente, mentre la trama continua ad allargarsi, cambiare prospettiva e rilanciare la posta in gioco. È una storia costruita per alimentare continuamente curiosità e sorpresa.

Anche la scrittura segue una strada propria. Digressioni, improvvisi cambi di tono, anticipazioni, ritorni, invenzioni linguistiche e dettagli apparentemente secondari fanno parte di una forma narrativa volutamente fuori dagli schemi, personale e riconoscibile. Il romanzo può passare da una battaglia a una riflessione sulla fisica, dalla satira della moda a un ricordo amoroso, da una gag a una minaccia capace di coinvolgere un intero popolo. Questa imprevedibilità non accompagna semplicemente la storia: è parte della sua identità.

Dietro l’avventura e l’ironia rimangono però domande molto più serie: che cosa ci rende davvero vivi, quanto della nostra identità sopravvive quando cambia la forma, chi stabilisce cosa sia normale e se sia possibile recuperare qualcosa — o qualcuno — che sembrava perduto per sempre.

Dimenticatevi i nani delle fiabe.

Questi hanno una missione. E la Terra è soltanto l’inizio.

Sette nani. Due mondi. Una missione che nessuno aveva previsto.

Introduzione al romanzo
 

Alcune recensioni:

Un libro offensivo, invadente e probabilmente perseguibile per vie legali. L’autore entra in casa mia senza permesso, distrugge oggetti di valore inestimabile, fruga nel mio passato e pretende perfino che il lettore si diverta. Alcuni episodi sono stati chiaramente deformati per farmi apparire più anziano, più irritabile e meno affascinante di quanto sia realmente. Riconosco, tuttavia, che il personaggio principale possiede una presenza scenica notevole. Se avessero eliminato tutti quei nani, sarebbe stato un ottimo romanzo.
— JOHNAS BLACKRAIN - Recensione raccolta senza il consenso del personaggio

Un’opera sorprendente, ambiziosa e difficilmente classificabile, capace di combinare avventura, tecnologia, magia, catastrofi immobiliari e una notevole quantità di cattivo gusto maschile.

Ritengo però necessario precisare che la missione non sarebbe mai stata possibile senza gli sponsor, le attrezzature e i contatti che ho personalmente procurato. Il romanzo accenna alla questione, ma non nella misura adeguata. Inoltre, alcune descrizioni del mio guardaroba risultano decisamente insufficienti.

Nel complesso, un prodotto vendibile. Con la giusta campagna promozionale.
— Recensione approvata dall’ufficio comunicazione di Alita Sanlourant.

Una montagna di menzogne assemblata con l’unico scopo di screditare un uomo che ha dedicato l’intera esistenza al progresso, alla conoscenza e alla costruzione di un futuro migliore.
L’autore mostra una preoccupante simpatia per nani, vecchi miliardari, creature inutili e persone incapaci di comprendere la grandezza di un progetto. Io vengo invece presentato come un individuo crudele, manipolatore e pericoloso.

È falso.
Sono molto più pericoloso di quanto il libro lasci intendere. Ne sconsiglio assolutamente l’acquisto, la lettura e la distribuzione.
— EBENEZER HALLEY - Recensione sequestrata prima della pubblicazione.

Con il dovuto rispetto, ritengo che nel capitolo 12 i fatti siano stati spiegati in maniera piuttosto parziale. Si insiste molto sul mio abbigliamento rovinato, sulle scarpe perdute, sullo strilletto davanti a Melody e sulla presunta quantità eccessiva delle mie domande. Non viene invece sottolineato abbastanza che avevo appena affrontato mostri spaventosi, attraversato mezza casa allagata e accettato di seguire il signor Blackrain in una missione potenzialmente mortale. Inoltre, davanti a un robot di tre tonnellate e a un apparecchio capace di scaricare diecimila volt, porre qualche domanda mi sembra semplice prudenza professionale.

Mi rammarica soprattutto essere stato paragonato a Charles Pergola.

Non so neppure chi sia.
— Recensione presentata da Jasper con formale richiesta di rettifica.