Personaggi Principali
Un romanzo affollato di personaggi.
I Sette Magnifici Nani ne contiene decine: nani, umani, creature, mutanti, antagonisti, alleati e figure difficili da classificare. Alcuni restano in scena per poche pagine, altri attraversano l’intera storia, altri ancora sembrano secondari finché non diventano improvvisamente indispensabili.
Quelli che seguono sono soltanto alcuni dei protagonisti di questo universo.
JOHNAS BLACKRAIN
Johnas Blackrain ha settant’anni, un patrimonio sterminato, una villa nei pressi di Chapel Hill e un carattere difficile da sopportare.
Magro, impeccabile, sempre vestito con cura, è un uomo gretto, arido, scontroso e profondamente diffidente. Ha costruito attorno a sé una vita ordinata, controllata e quasi impermeabile agli altri.
Ma dietro quella durezza esiste una ferita che non si è mai chiusa: Alma, la donna che ha amato e perduto cinquant’anni prima.
L’arrivo dei nani nella sua proprietà distruggerà in poche ore tutte le certezze su cui Johnas ha costruito la propria esistenza e lo costringerà ad affrontare qualcosa che credeva sepolto per sempre.
Johnas non è un eroe.
Ed è proprio questo che lo rende uno dei personaggi centrali de I Sette Magnifici Nani.
MALA
Mala è giovane, bellissima, provocante e completamente fuori posto rispetto a tutto ciò che la circonda.
Capelli afro, trucco marcato, abiti sgargianti da groupie degli anni Settanta e un atteggiamento da rock star: entra in scena con la sicurezza di chi non sente il bisogno di spiegare niente a nessuno.
È impulsiva, sfacciata, tagliente e apparentemente priva di scrupoli. Dietro quella superficie aggressiva, però, affiorano a tratti reazioni difficili da interpretare, come se qualcosa del suo passato continuasse a riaffacciarsi senza trovare ancora un nome.
Mala è uno dei personaggi più enigmatici de I Sette Magnifici Nani: impossibile capire subito da che parte stia, cosa voglia davvero e quanto di ciò che mostra corrisponda alla verità.
EBENEZER HALLEY
Ebenezer Halley è biondo, longilineo, giovane nell’aspetto e completamente privo dell’aria rassicurante del classico “cattivo”.
Ama il rock, i colori impossibili, gli arredi kitsch e un’estetica anni Settanta portata fino all’eccesso. Il suo quartier generale sembra il risultato di una collisione tra una discoteca, un salotto hawaiano e un pessimo viaggio psichedelico.
Dietro quell’apparenza eccentrica, però, c’è un uomo intelligente, crudele, imprevedibile e decisamente pericoloso. Ebenezer affronta violenza, potere e follia con la stessa leggerezza con cui mette un disco rock o lancia una freccetta.
È uno dei personaggi più strani e destabilizzanti del romanzo: un genio del male che sembra una rock star rimasta intrappolata negli anni Settanta.